Chi è Giuseppe Bavastro?

Giuseppe BavastroGiuseppe Bavastro (Genova, 1760 – Algeri, 1833) è stato un corsaro italiano, autore di imprese non comuni sui mari del 1800. Alcune fonti sostengono sia stato il nostro corsaro più celebre.

Ne ho già parlato quasi un anno fa, perché mi appassionai alla sua storia e decisi quindi di scriverne un romanzo. Chi segue costantemente questo mio spazio virtuale sa anche che il lavoro è concluso. L’eBook è pronto e sarà pubblicato sui maggiori eBook-store a Marzo. Nelle prossime settimane, invece, rilascerò tutto il primo capitolo in PDF gratuito, per chiunque voglia farsi un’idea.

Ma chi era veramente quest’uomo? Di punti interrogativi ce ne sono molti. Mi sono documentato il più possibile, ma ci sono parecchie nozioni non confermate o, addirittura, contrastanti tra loro. Fu di sicuro un personaggio eclettico che catturava facilmente l’attenzione, le cui scorribande si guadagnarono parecchia fama. Anche perché si ritrovò, spesso e volentieri, da solo ad affrontare i dominatori dei mari di quell’epoca, e cioè la Royal Navy.

Le sue avventure, quindi, sono state tramandate e arricchite di particolari e dettagli, talvolta esagerati, che non hanno sempre avuto riscontri ufficiali.

Si sa che iniziò aiutando l’amico Andrea Massena, comandante in capo dell’Armée d’Italie, durante l’assedio di Genova del 1800. Prese successivamente la patente di corsa e trafficò su e giù per il Mediterraneo, creando continuamente problemi all’odiata Royal Navy. Ma davvero un uomo solo guadagnò così tanta attenzione che gli inglesi arrivarono a mettere sulle sue tracce il leggendario cacciatore di corsari Thomas Cochrane?

Aiutò la Francia nel progetto di Napoleone, poi sfumato, di invasione del Regno Unito. Ma ebbe anche una parte nella celebre Battaglia di Trafalgar del 1805?

Nel 1806 andò o fu mandato nell’Adriatico, mare molto meno “interessante” del Mediterraneo. A che scopo? E per conto di chi?

Il declino della sua carriera coincide per ovvi motivi con quello dell’Impero di Francia. Ma quanto hanno influito anche le donne della sua vita? Ed è vero che aiutò Napoleone in persona a fuggire dal primo esilio all’isola d’Elba?

Nel 1818 cambiò completamente aria, andando in appoggio alla guerra d’indipendenza di Simon Bolivar in Sudamerica. Perché? Fu veramente solo quello il motivo della traversata?

Insomma. Tra storia, leggenda e licenza poetica, ho scritto un romanzo che ha delle solide fondamenta di narrativa storica, che però preferisco annoverare nel più ampio genere dell’avventura e dell’azione. Una mia personalissima reinterpretazione della vita di questo attivissimo corsaro, che si riassume con la frase:

“Un uomo non può combattere da solo il sistema, senza rimanerne stritolato. Lui ci provò lo stesso.”

P.S. per l’immagine del post ho utilizzato un fotomontaggio trovato in rete. A me piace immaginare che possa essere Giuseppe Bavastro nel 1810, quando fu invitato da Napoleone Bonaparte a Parigi, per ricevere i massimi onori dall’Imperatore di Francia.

Stay Tuned!!

Primo comando

Titolo: Primo comando

Autore: Patrick O’Brian

Editore: TEA

Trama:

Jack Aubrey, uomo di mare temerario e orgoglioso soldato della Royal Navy del diciannovesimo secolo, ha un solo grande sogno: comandare una nave della Marina Britannica, incrociare lungo le coste del Mediterraneo e dell’Atlantico all’inseguimento di navigli nemici.

Quando tutto questo sembra avverarsi, con il comando della corvetta “Sophie”, Aubrey scopre i mille pericoli del potere: il peso della solitudine, la difficoltà di governare un equipaggio di uomini duri e assetati di denaro, la durezza dei superiori, la logica crudele della guerra sui mari. Solo l’amicizia con il medico di bordo, Stephen Maturin, gli sarà d’aiuto davanti alla corte marziale.

Commento:

Ispirato al personaggio realmente esistito Thomas Cochrane, questa prima avventura di Jack Aubrey è effettivamente un gran bel romanzo. Alcune parti sono molto tecniche e, perlomeno all’inizio, possono sembrare ostiche, ma le dure vite di questi lupi di mare sono sempre appassionanti e, se c’è un minimo d’interesse all’argomento, non ci vorrà molto tempo prima di farsi travolgere dagli eventi.

Io l’ho letto principalmente perchè sto scrivendo qualcosa di molto simile, anche se visto dalla parte dei nemici (pochi e inefficaci) della Royal Navy. Quindi anche le parti tecniche per me sono state molto preziose e, grazie allo studio che sto portando avanti nello specifico argomento, neanche troppo complicate.

Comunque lo può leggere chiunque, meglio se appassionati di vele e cannoni.

Feedback:

The Patrick O’Brian compendium.